La Chiesa è con gli ultimi
Articolo di Avvenire.
Un «cantico d’amore» controcorrente. Per testimoniare e lodare la «bellezza originale» di una Chiesa «sempre santa e sempre peccatrice». Che «mentre offre il suo servizio è guardata con sospetto». E mentre, con «amore tenace», «continua a curarsi dei più fragili e poveri», è «circondata dall’indifferenza, dall’ottusità, dalla stupidità dei ricchi e dei potenti». Nella festa di san Carlo Borromeo, compatrono della diocesi di Milano, l’arcivescovo Mario Delpini dà voce al suo predecessore e intona un «cantico d’amore» per la Chiesa ambrosiana e per la Chiesa universale, e per lo «spettacolo» di un’unità che non è mai omologazione ma armonia di differenze, come il Sinodo dei vescovi appena concluso (e che aveva Delpini fra i partecipanti) ha dimostrato.
