Facciamo uno sciopero della fame per i migranti
Intervista di Avvenire a Don Luigi Ciotti.
Un grande sciopero della fame «come quelli di Gandhi e Capitini, per i diritti dei più deboli, in primo luogo i migranti che perdono la vita in mare, ma anche per i morti sul lavoro, per le vittime della violenza mafiosa, per chi è stato spazzato via per il proprio impegno nella ricerca della giustizia». Lo propone don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, al termine di “Contromafiecorruzione”, il grande evento che si è tenuto nei giorni scorsi a Vibo Valentia.
