Accordo o primarie, comunque uniti
Intervista del Foglio a Elly Schlein.
"La cosa incredibile è che Meloni non dica al Paese quando si andrà a votare, perché anche questo è oggetto di litigi e divisioni all'interno della sua stessa maggioranza, con Salvini e Tajani che vorrebbero andare fino a ottobre e lei che probabilmente preferirebbe votare in primavera. Per il Paese, prima si vota e meglio è".
A partire da questo punto fermo la segretaria del Pd, Elly Schlein, in una intervista al 'Foglio' affrotate temi (spinosi e non) del centrosinistra e i suoi prossimi passi. Primo, le primarie: se si vota in primavera, i gazebo si faranno? Risposta: "Da parte mia non c'è mai stato nessun dubbio".
E "ho sempre detto una cosa: o si fa l'accordo a chi prende un voto in più, come esiste in tutti gli altri Paesi europei, oppure si fanno delle primarie. A cui io mi sono detta da subito disponibile, proprio per il bene dell'unità della coalizione". Sul quando "discuteremo con gli alleati. Sicuramente ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento si andrà a votare. Adesso è più da capire se sarà nella primavera dell'anno prossimo oppure, come alcuni dicono a destra, a ottobre dell'anno prossimo. A seconda di quello ci organizzeremo con i nostri tempi e quello che è chiaro è che saremo uniti. Perché questa è la promessa e l'impegno che abbiamo preso con i nostri elettori".
Postilla: "la generosità e la responsabilità della prima forza d'opposizione che cerca di dare un contributo ancora di più per riuscire ad agevolare l'unità, non va confusa né con la debolezza né con l'ingenuità. Quindi generosi ma non ingenui vuol dire questo: noi sappiamo bene qual è il ruolo del nostro partito nella costruzione di quest'alleanza. Sappiamo che non dobbiamo permettere che si commettano gli errori del passato".
Dunque, prosegue Schlein, "noi sappiamo bene qual è il nostro ruolo e sappiamo bene qual è la forza che in questi anni il Pd ha ricostruito, sui territori e anche a livello nazionale. La vogliamo mettere a disposizione di tutta l'alleanza senza alcuna presunzione di autosufficienza perché questo è stato un altro errore del passato che non dobbiamo commettere di nuovo. Ma nemmeno significa annullare il fatto che delle differenze ci sono e che anche le dimensioni sono diverse". In generale, e anche rispetto alla legge elettorale, continua Schlein, "noi dobbiamo fare il nostro percorso, e questo naturalmente a prescindere da quello che accadrà" e questo significa definire un programma, "la prima cosa che dobbiamo mettere a terra. E lo dobbiamo fare insieme, lo dobbiamo fare con tutta l'alleanza progressista" facendo leva su "moltissime iniziative e proposte di legge unitarie che sono già l'embrione e l'ossatura di questo programma comune". Inoltre, "noi pensiamo che non dobbiamo fare una discussione nelle stanze chiuse dei partiti, ma dobbiamo trovare il modo di stare tra le persone, di coinvolgere le migliori intelligenze del Paese per arricchire questo programma comune che parte proprio dalle proposte unitarie".
Detto tutto questo, per Schlein è realistico prevedere un programma del centrosinistra entro fine anno: "Siccome è la priorità, ce ne dobbiamo occupare in questi mesi per cui sì, almeno noi lavoriamo perché si chiuda assolutamente entro la fine dell'anno".
Tornando al voto, alla domanda sul perchè elettore moderato, dovrebbe premiare SCHLEIN e non Giorgia Meloni nelle urne, replica: "Avevano i numeri per cambiare tutto. E sono riusciti a non fare una cosa che concretamente entrasse nelle case degli italiani per dire vi stiamo migliorando la vita". Il centrosinistra invece merita "fiducia" per le "idee molto chiare" che mostra dove governa.
