Caregiver, diritti e dignità
Articolo di Arianna Censi.
Oggi abbiamo parlato di caregiver, di diritti e di dignità. Di quelle persone che ogni giorno si prendono cura di un familiare e che troppo spesso restano invisibili nel dibattito pubblico, nonostante svolgano un ruolo fondamentale per la nostra società.
È un tema che riguarda milioni di famiglie italiane e sul quale non possiamo più permetterci ritardi. Serve una legge nazionale che riconosca davvero il valore della cura, garantendo diritti, tutele e strumenti adeguati a chi assiste una persona fragile.
Per questo l’iniziativa di oggi aveva un significato particolare. È stata voluta e costruita da Franco Mirabelli, che da tempo ha scelto di portare al centro della discussione pubblica un tema che conosce da vicino e che riguarda la vita concreta di tante persone.
A Franco mi lega un affetto profondo e una lunga amicizia. C’è qualcosa di prezioso nel suo modo di fare politica. La capacità di partire da un’esperienza vissuta per costruire una proposta collettiva, senza mai fermarsi alla dimensione personale, ma trasformandola in una battaglia di giustizia e di diritti.
Anche per questo colpisce l’approccio del Governo, che continua a considerare i caregiver principalmente come destinatari di misure assistenziali e non come persone cui riconoscere un ruolo, una funzione sociale e diritti esigibili. Noi crediamo che la risposta non possa essere limitata a pochi sostegni economici rivolti a una parte dei caregiver. Serve una visione più ampia, che riconosca il valore della cura e impedisca che chi assiste un familiare sia costretto a pagare quel gesto con il proprio lavoro, il proprio reddito o il proprio futuro.
Questa è la differenza che vogliamo affermare. Non usare le fragilità come terreno di scontro politico, ma costruire soluzioni. Non limitarsi a gestire i problemi, ma riconoscere diritti. È il modo migliore per dare dignità a chi riceve cura e a chi, ogni giorno, la garantisce.
