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  • Giuseppe Sala

Concentriamoci molto su Milano

Intervento di Giuseppe Sala.

Dopo aver perso Copenaghen verifica sui conti di Atm - Sarebbe stato meglio vincere" l'appalto per la metropolitana di Copenaghen, ma "le gare si possono vincere, si possono perdere". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della conferenza stampa di apertura della Fashion Week in corso a Palazzo Marino, sottolineando che sui conti dell'azienda Atm ha chiesto un supplemento di verifica. "Non e' una situazione drammatica, sia chiaro, pero' attenzione va posta".

Da tempo, ha spiegato, indica all'Azienda trasporti milanesi la stessa priorita': "Concentriamoci molto su Milano, perche' e' chiaro che le esigenze di servizio richiedono ancor piu' focalizzazione". Sala esclude comunque "totalmente" un aumento del biglietto dopo la gara persa.
"E' una gara, c'e' poco da dire. Alla fine noi, da quello che ho capito, abbiamo l'offerta economica migliore, su quella tecnica e' sempre difficile capire come vengono giudicate le cose, ma le gare vanno cosi'", ha concluso il sindaco escludendo eventuali azioni legali.

Milano: non auspico le primarie, ma non c'e' da averne paura - "Tutti i nomi saranno divisivi" compreso quello di Mario Calabresi, "dopodiche' se ci saranno le primarie, che ne' auspico ne' credo che bisogna averne paura, saranno i milanesi a decidere". Lo afferma il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della conferenza stampa di apertura della Fashion Week, in corso a Palazzo Marino, rispondendo a chi gli chiedeva se il nome del candidato sindaco Calabresi potesse risultare divisivo.

Calabresi divisivo? 'Lo saranno tutti i nomi' - "Tutti i nomi saranno divisivi, dopodiché se ci saranno le primarie, che né auspico né credo che si debbano temere, saranno i milanesi a decidere". Lo ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala commentando la possibilità che Mario Calabresi si candidi a sindaco. A Sala, in particolare, è stato chiesto - a margine della presentazione della Milano Fashion week - se il nome di Calabresi possa essere divisivo.

Sul Naviglio è un atto doloso possibile se non probabile - "Che sia un atto doloso è possibile, se non probabile. Vanno fatte indagini, dopodiché vediamo nel momento in cui si capiranno le ragioni e vedremo un attimo cosa fare anche a livello legale". A dirlo è Beppe Sala, sindaco di Milano, a margine della conferenza stampa di apertura della Fashion Week, a proposito di quanto accaduto al Naviglio.Sulla possibile costituzione di parte civile del Comune il sindaco ha rinviato agli accertamenti ancora in corso. "Adesso ci sono anche delle verifiche in corso". Poi i ringraziamenti a chi è intervenuto: "Devo ringraziare tutti quelli che ci hanno lavorato, credo che l'assessore Granelli mi abbia fatto otto telefonate da quando è successo - ha proseguito Sala - Al di là di Granelli ringrazio anche la Regione". 

"Stiamo vedendo, ci sono anche delle verifiche in corso". Cosi il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della conferenza stampa di presentazione della Fashion Week, a chi gli chiedeva dell'ipotesi che il Comune di Milano, insieme agli altri Comuni coinvolti nello sversamento di sostanze inquinanti nel Naviglio Grande, si costituiscano parte civile. "Innanzitutto devo ringraziare tutti quelli che ci hanno lavorato, credo che l'assessore Granelli mi abbia fatto otto telefonate da quando è successo all'una di notte - ha sottolineato poi il primo cittadino - . Ma, al di là di Granelli, ringrazio anche la Regione e tutti quelli che si sono dati da fare. Che ci sia un atto doloso è possibile, se non probabile, vanno fatte indagini, dopodiché, nel momento in cui si capiranno le ragioni, vedremo un attimo cosa fare anche a livello legale".

Non sono in ansia per il mio futuro - "È ovvio che ci penso" al mio futuro post mandato, "ma con estrema tranquillità. A volte sono quasi meravigliato del fatto che sono molto tranquillo e non in ansia per il mio futuro. Conoscendomi avrò voglia ancora di lavorare, però credo che avrò voglia anche di recuperare un po' di tempo libero, me lo merito". Cosi il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della conferenza stampa di presentazione della Fashion Week. Un possibile futuro in politica? "Magari anche sì", ha sottolineato il sindaco.

Al dopo mandato: "È ovvio che ci penso, ma con estrema tranquillità, e a volte sono quasi meravigliato del fatto che sono molto tranquillo e non in ansia per il mio futuro". A dirlo è Beppe Sala, sindaco di Milano, a margine della conferenza stampa di apertura della Fashion Week. Il sindaco non ha indicato una strada precisa per il futuro."Conoscendomi avrò voglia ancora di lavorare - ha proseguito Sala - Però credo che avrò voglia anche di recuperare un po' di tempo libero, me lo merito". Alla domanda se resterà in politica ha risposto con una battuta: "Magari anche sì". 

Milano: no a una campagna elettorale del centrosinistra a slogan - Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, replica a Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Lombardia e membro della segreteria dem, che ieri alla festa dell'unita' milanese ha parlato di una "lobby del cemento" che avrebbe condizionato troppo lo sviluppo della citta'.
L'appello di Sala a lui e agli altri candidati - sebbene Majorino non sia ancora ufficialmente in corsa per Palazzo Marino - e' a non fare una campagna elettorale "a slogan" ma basata su "dati e idee concrete".
"Innanzitutto - spiega a margine di una tre giorni in Universita' statale sul mercato delle droghe - spero che il dibattito a sinistra non avvenga per slogan ma per idee concrete e proposte comprensibili dai milanesi. Poi, nella fattispecie, io ricordo che da un recente studio del Politecnico il costruito a Milano negli ultimi 10 anni e' aumentato dello 0,37%, cioe' in altre parole quello che era costruito nel 2015 e' pari a quello che e' costruito oggi. Nel frattempo gli oneri di urbanizzazione sono passati da 46 milioni del 2015 a 140 nel 2025 con una punta prima del blocco urbanistico di 270 nel 2023. Per cui - ha puntualizzato - se c'e' una lobby devo dire che e' un po' scarsina. Detto cio', vedendola in positivo, se Majorino ritiene di avere idee migliori e capacita' di implementazione sulla materia e' solo un bene per i milanesi". Sala dice percio' di rivendicare quanto fatto: "Ma certo, chi non fa errori, pero' quello che io non potro' mai accettare e' che il dibattito non avvenga su fatti concreti, su logiche e su numeri. A slogan io rispondero' sempre anche perche' sono 10 anni di mio duro lavoro e non solo mio ma anche di chi ha lavorato con me".
Sull'urbanistica, sottolinea ancora, "non siamo stati brillanti nel comunicare quello che stavamo facendo, se mi ricandidassi oggi cercherei di spiegare quartiere per quartiere quello che c'e' bisogno e quello che intendiamo fare e poi cercherei soprattutto di fare chiarezza su una questione che e' il tema casa perche' purtroppo - osserva Sala - io continuo a pensare che il pubblico non e' in grado di lanciare un piano casa molto consistente che cambi le logiche, siamo in grado di fare alcune cose che infatti stiamo facendo con l'assessore Conte, ma e' necessaria, che ci piaccia o non ci piaccia, un'alleanza con i privati, quindi discutiamo di come il nostro approccio rispetto ai privati puo' essere modificato. Ecco, questo e' un dibattito serio".
A Lorenzo Pacini, assessore Pd di municipio che si e' gia' candidato, e ha proposto ad esempio scontistiche e gratuita' dei mezzi pubblici per alcune fasce di popolazione, "dico solo, ma gliel'ho detto, spiega ai milanesi se perdi entrate come compensi".
"Guardo a lui, come a tutti, con simpatia, recentemente l'ho anche incontrato perche' ci tengo, senza invadere il terreno di nessuno, a seguire la campagna elettorale. Ma ripeto - ha proseguito il sindaco -, le idee servono, andiamo al di la' di questa logica di discontinuita'-non discontinuita', i tempi sono cambiati e lo so anch'io, se io mi ricandidassi probabilmente mi ricandiderei con idee nuove e piu' adatte ai tempi pero' bisogna argomentarle. Lo dico appunto per noi di sinistra, cosi' se i milanesi ci riaffidano, come io spero, il governo della citta', sappiamo esattamente cosa fare e non solo che faremo quello che abbiamo promesso". Una replica infine anche a Mario Calabresi, secondo cui servirebbero piu' spazi verdi e di socialita' gratuita.
"Si', ma i dati, mi riferisco sempre allo studio del Politecnico, mostrano un grande aumento degli spazi verdi a Milano. Se dovessi farmi una critica, invece, quello che dobbiamo migliorare e' la cura di quel verde. Non ci fermiamo, la depavimentazione in tanti casi serve pero' credo che si debba far meglio, abbiamo ancora otto mesi e c'e' tanto lavoro sulla cura del verde". Il sindaco conclude affermando: "Riprendiamo da quello che e' stato fatto e ragioniamo su cosa si puo' cambiare, ma una logica conflittuale non aiuta nessuno ne' aiutano gli slogan per cui ragioniamo per capire cosa possiamo fare meglio".

"I tempi sono cambiati e lo so anch'io, se mi ricandidassi, probabilmente mi ricandiderei con idee nuove e più adatte ai tempi però bisogna solamente argomentarle". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell'iniziativa "Tre giorni sui mercati internazionali della droga".
Sull'urbanistica, "probabilmente non siamo stati brillanti nel comunicare quello che stavamo facendo, se mi ricandidassi oggi cercherei di spiegare quartiere per quartiere quello di cui c'è bisogno e quello che intendiamo fare", ha sottolineato poi, ragionando sul mandato.
"E poi, cercherei soprattutto di fare chiarezza sul tema casa perché purtroppo io continuo a pensare che il pubblico non è in grado di lanciare un Piano Casa molto consistente che cambi le logiche - ha ribadito- . Siamo in grado di fare alcune cose che stiamo facendo, per esempio, con l'assessore Conte, ma è necessaria, che ci piaccia o non ci piaccia, un'alleanza con i privati. Quindi discutiamo di come il nostro approccio rispetto ai privati può essere modificato".
Secondo Sala, su queste tematiche, è possibile fare "un dibattito serio". Riferendosi alle critiche sul suo operato, anche dal centrosinistra, il primo cittadino ha puntualizzato: "Riprendiamo da quello che è stato fatto e ragioniamo su cosa si può cambiare, ma una logica conflittuale non aiuta nessuno e non aiutano gli slogan, per cui ragioniamo da questo punto di vista per capire cosa possiamo fare meglio".

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