Il centro è luogo di contraddizioni
Intervista del Giorno a Mattia Abdu.
"Il Municipio 1 è il luogo delle contraddizioni. Noi proviamo a lavorare in un’ottica di rete tra categorie e cittadini". Parole del presidente del “parlamentino“ del centro storico, Mattia Abdu, esponente del Pd, un ormai lungo cursus honorum nel decentramento milanese.
Abdu, quali contraddizioni? "Il centro storico di Milano, così come quelli delle altri metropoli europee, vive un’evoluzione, nel bene e nel male. Nel bene perché è il luogo dell’attrattività e del turismo. Nel male, per la malamovida e l’overtourism. È un luogo delle contraddizioni anche perché la fascia ricca della popolazione sta soprattutto in centro ma nel Municipio 1 abbiamo anche delle case popolari, in larga parte gestite da Mm, in piccola parte da Aler. Un terzo degli appartamenti Erp in centro è sfitto".
Dove sono questi alloggi? "Corso di Porta Ticinese, via Scaldasole, corso Garibaldi, via Statuto, via Bergamini".
Perché restano vuoti? "Perché lì vivono tanti anziani. Quando questi ultimi muoiono, quegli appartamenti andrebbero ristrutturati prima di essere assegnati. Ma servono fondi".
Altre criticità in centro? "I senzatetto, la maggior parte dei quali sta qui perché è più facile trovare assistenza da parte delle associazioni di volontariato e un aiuto da parte dei cittadini e perché si sentono più sicuri: l’area è maggiormente sorvegliata dalla forze dell’ordine. Ma un’altra criticità riguarda l’overtourism: il gran numero di turisti pesa sui servizi, ad esempio sul trasporto pubblico, e ha fatto aumentare di molto i prezzi di locali e negozi. Il commercio a Milano, negli ultimi 15 anni, si è trasformato. Si è passati dai negozi a conduzione familiare al retail di importanti marchi".
In vista delle Comunali 2027, punta a ricandidarsi come presidente del Municipio 1? "Sì. Abbiamo seminato bene, così come aveva fatto il mio predecessore Arrigoni, e vorrei proseguire il lavoro e vedere i frutti di quanto fatto da me, dalla Giunta e dal Consiglio municipale nel prossimo mandato".
Com’è il suo rapporto con la Giunta Sala? "Un rapporto proficuo. La nostra è stata un’alleanza strategica nell’interesse dell’amministrazione".
Il centrosinistra cerca il nuovo candidato sindaco. Lei è favorevole o no alle primarie? "Favorevole. Anche perché sono sempre stato tra gli organizzatori delle precedenti primarie. Dobbiamo far sì che anche le prossime siano partecipate. Intanto ho diviso i candidati in tre modelli, al di là delle classiche divisioni tra chi è più di sinistra e più di centro. Il primo modello: la figura senza un passato nell’amministrazione comunale. In questo caso, Mario Calabresi. Per certi versi, un modello simile a quello di Sala e, in alcuni aspetti, di Pisapia. Ma anche di Albertini e Moratti. Il secondo modello: il politico con una storia nell’amministrazione comunale, cioè Anna Scavuzzo, Emmanuel Conte e Pierfrancesco Majorino. La capacità amministrativa, dunque, è in grado di produrre figure in grado di guidare in prima persona la città. Forse è finita l’epoca del no ai politici".
E il terzo modello? "Figure di rottura, movimentiste, come Lorenzo Pacini, Tommaso Goisis e Carlotta Cossutta".
Modelli a parte, lei ha già deciso quale potenziale candidato sindaco sostenere? "Mi sento molto vicino ad Anna Scavuzzo, pur conoscendo e stimando anche gli altri possibili candidati. Una vicesindaco che governa la città da dieci anni deve essere posta nella condizioni di mettere a disposizione la propria candidatura. Invece alcuni, soprattutto nei media, hanno provato a minimizzare la candidatura di Anna, limitando la sfida a Calabresi contro Majorino. Eppure il Pd parla tanto di potere delle donne ed empowerment femminile...".
Scavuzzo si domanda se è penalizzata perché donna. "Me lo domando anch’io. Resto convinto che le sue competenze e il suo impegno possano essere un risorsa fondamentale per la città. Detto questo, da presidente del Municipio 1, vorrei aggiungere che non credo alle tifoserie. Ho parlato con alcuni dei candidati, non ancora con tutti. Vorrei farlo. Calabresi? Sì, l’ho incontrato, mi ha fatto un’ottima impressione. Il dialogo con lui è stato utile. Mi confronterei volentieri anche con i candidati del centrodestra".
Ma il vostro prossimo candidato sindaco dovrà essere continuo o discontinuo rispetto alla Giunta Sala? "La discontinuità è il centrodestra. Questo dev’essere chiaro a tutti nel centrosinistra".
