Il Paese non può aspettare
Intervista di Repubblica a Dario Franceschini.
Dario Franceschini a Elly Schlein direbbe che "bisogna fare in fretta le primarie, entro inizio febbraio" e a Giuseppe Conte di "accettare la corsa a due, a turno unico, visto che altri candidati accreditati per la vittoria ai gazebo non ci sono". È la posizione espressa dall'ex ministro della Cultura in un'intervista a la Repubblica, alla vigilia della convention del correntone Pd a Montepulciano.
Franceschini indica anche una condizione: "Le primarie vanno fatte non oltre gli inizi di febbraio, con una precondizione: entro novembre vanno sottoscritti dei punti programmatici comuni".
"L'Italia è piena di problemi seri e gravi, le opposizioni devono concentrarsi sulle risposte da dare ai cittadini, indicare delle soluzioni che una maggioranza impegnata a usare in modo spregiudicato tutti gli strumenti a sua disposizione è incapace di offrire", afferma Franceschini.
"In un contesto economico e sociale così difficile, non possiamo permetterci di sprecare tempo a parlare di regole delle primarie. Esattamente come abbiamo perso dei mesi a discutere di un presunto federatore", aggiunge.
Sulle resistenze di Conte a una sfida a due, Franceschini si dice fiducioso: "Giuseppe è un uomo ragionevole. Quando si sta in coalizione bisogna venirsi incontro: sulle regole e sui tempi più veloci che chiede lui". E aggiunge: "Un accordo alla fine l'abbiamo sempre trovato. Stavolta non sarà diverso".
Sul programma osserva: "In gran parte è già scritto, sta nelle numerose mozioni e proposte di legge congiunte presentate dalle opposizioni". E aggiunge: "Immagino che i partiti ora si vedranno e sottoscriveranno una decina di punti condivisi, tra cui la politica estera. E proprio da Montepulciano arriverà un contributo di idee, da offrire al Pd e alla coalizione".
