Il ricordo di Ambrosoli
Articolo di Fabio Bottero.
A quarantasette anni dall’uccisione di Giorgio Ambrosoli, Milano continua a ricordarne l’esempio di competenza, indipendenza e integrità.
Sabato sera in via Morozzo della Rocca a Milano ho rappresentato l’Amministrazione comunale, insieme al collega Assessore Lamberto Bertolé, alla commemorazione organizzata da Libera e dal Comune di Milano.
Una cerimonia toccante con gli interventi di Francesca e Umberto, figli dell’avvocato Giorgio Ambrosoli e di Isabella, figlia del maresciallo maggiore della Guardia di Finanza Silvio Novembre.
E poi gli interventi di Pietro Basile referente di Libera Milano, Carlotta Bartolucci di LiberaVco e Lorenzo Frigerio referente regionale di Libera Lombardia.
In una vicenda segnata da una evidente solitudine, Ambrosoli poté contare sulla presenza di Silvio Novembre, con il quale condivise un lavoro difficile e delicato. Tra loro nacquero una profonda stima e un legame umano che i familiari di entrambi continuano ancora oggi a testimoniare.
Il loro rapporto ci ricorda che la difesa della legalità richiede competenza, fiducia reciproca e il coraggio di sostenersi, anche quando attorno prevalgono isolamento e silenzio.
Ricordare l'avv. Giorgio Ambrosoli non significa soltanto celebrare doverosamente il ricordo, ma assumersi una responsabilità nel presente per continuare a far vivere i principi che hanno guidato la sua azione quotidiana.
Ringrazio inoltre per la loro presenza Rosario Pantaleo e Luca Bernardo, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Commissione consiliare Antimafia, le autorità militari, i rappresentanti delle associazioni e comitati, le cittadine e cittadini.
