La stangata di settembre
Articolo della Stampa.
Le vacanze stanno finendo e per milioni di italiani si avvicina il momento del ritorno alla normalità. È proprio adesso che il conto da pagare si fa davvero sentire.
Durante l’estate, complice il desiderio di staccare la spina dopo un anno di lavoro, i rincari sembrano quasi meno pesanti: ci si concede qualche spesa in più, si rimanda ogni ragionamento ai mesi successivi, si prova a godere il riposo senza farsi troppo condizionare dai prezzi.
Per chi può permetterselo, naturalmente. Eppure anche le ferie del 2026 sono costate di più, con rincari del 3,4% per alberghi e ristoranti. Ora però l’attenzione si sposta sull’autunno. Molti rincari si sono già fatti sentire negli ultimi mesi, ma la vera incognita riguarda ciò che accadrà da settembre in poi, tra energia, carburanti e costo della vita.
Il quadro generale che emerge dai dati sull’inflazione è quello di una pressione che resta elevata. A luglio l’inflazione italiana si è attestata al 2,9%, in lieve calo rispetto al 3% di giugno. Nel confronto con i principali partner europei, la Francia si ferma al 2,1%, la Germania sale al 2,8%, mentre la Spagna corre al 3,6%.
A pesare maggiormente continuano a essere i beni energetici. L’Istat segnala un aumento del 14,8% per gli energetici a tariffe regolate e dell’11,4% per quelli del mercato libero. Un tema che torna centrale proprio mentre i consumi elettrici raggiungono livelli record. Terna ha comunicato che a luglio la domanda di energia elettrica ha toccato il massimo storico mensile di 32,5 Terawattora, in aumento dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2025, spinta dalle temperature eccezionalmente elevate e dall’utilizzo massiccio dei condizionatori.
Le previsioni sui prossimi mesi non aiutano a rasserenare il clima. Secondo le stime di Nomisma Energia per Il Sole 24 Ore, nel 2026 la spesa per luce e gas delle famiglie potrebbe aumentare di 515 euro. Tuttavia, lo scenario non è uniforme. Elettricità Futura invita infatti a distinguere tra le diverse categorie di utenti. L’associazione di Confindustria sottolinea che il rialzo riguarda soprattutto gli energetici regolamentati, mentre nel mercato libero si registra una decelerazione.
Nel frattempo, il caro prezzi si riflette sui distributori. Il gasolio in autostrada è tornato a quota 2,173 euro al litro, nonostante il taglio delle accise disposto dal governo. Sulla rete ordinaria il prezzo medio supera i 2 euro al litro. In crescita anche la benzina, vicina ai 2 euro sulle strade nazionali. Tra i simboli più percepibili dell’inflazione c’è poi il caffè. Secondo un’indagine di Assoutenti, il prezzo medio di un espresso al bar ha raggiunto 1,29 euro, 25 centesimi in più rispetto al 2021, con un aumento del 24,2%. In alcune città il costo supera ormai stabilmente 1,40 euro a tazzina.
Tra le voci che continuano a spingere il costo della vita figurano i servizi legati al tempo libero e alla vita quotidiana. L’incremento è del 3% per spettacoli, servizi culturali, palestre e centri estetici. Si tratta di rincari meno appariscenti rispetto a quelli delle bollette, ma che finiscono per incidere sulla spesa complessiva dopo l’estate, quando riprendono tutte le attività sospese durante le ferie.
Sul fronte alimentare la situazione appare più complessa. I dati Istat indicano un aumento del 3,6% per gli alimentari non lavorati, con tensioni su ortaggi, legumi e patate che segnano un +2,6% su base annua. Tra i prodotti trasformati salgono le preparazioni di carne (+1,2% sul mese precedente), i formaggi (+1,2%), le farine e gli altri prodotti a base di cereali (+1,1%). In aumento anche la carne conservata, salata o affumicata (+1,7%) e il latte vegetale (+1,3%).
Con la prossima manovra alle porte, il tema del costo della vita è destinato a diventare uno dei terreni principali del confronto tra i partiti. Sul tavolo ci sono i circa 14 miliardi di euro di flessibilità europea legati agli investimenti energetici, che però non possono essere usati come sussidi. Matteo Salvini ha già lanciato l’ipotesi di agevolazioni per biglietti e abbonamenti dei trasporti destinati agli studenti, una misura che non sembra rientrare nei criteri concessi da Bruxelles. Forza Italia chiede che «tutti i soldi siano finalizzati a beneficio di famiglie, condomini e imprese». Per il Codacons la priorità resta intervenire sulle bollette, che continuano a rappresentare la voce di spesa più temuta dai cittadini.
