Le Ferrovie dello Stato
Articolo di Patrizia Toia.
No, care Ferrovie dello Stato - cioè di tutti noi - così non va proprio bene. NON siamo bestie, almeno non ancora.
Al di là dei problemi più gravi, dagli incidenti ai ritardi fino ai cambi di percorso, ormai anche la normalità non funziona in modo decente. E per “decente” non intendo confortevole, ma almeno non ridurci a bestie accatastate.
Una domanda: quanti biglietti in più rispetto ai posti disponibili vendete? Il doppio? Il quadruplo? Ancora di più?
Prendiamo il Regionale Veloce 3028 da Genova Piazza Principe a Milano: quanti biglietti sono stati emessi?
I corridoi, gli spazi tra le file dei sedili e ogni punto in cui sia possibile appoggiare un piede - senza più poterlo muovere - sono strapieni. Siamo stipati come sardine. Soltanto nella zona davanti alle porte, dove mi trovo io, conto più di 40 persone.
Confesso che abbiamo disertato, però, lo spazio alla toilette, nonostante le porte fossero rimaste spalancate e si siano potute chiudere soltanto dopo parecchio tempo e molti chilometri.
Per fortuna non si è visto alcun controllore: non poteva neanche passare in questo muro umano e poi, con il clima che si sta diffondendo — e che qualcuno sembra voler alimentare — avrebbe probabilmente corso seri rischi.
Care Ferrovie dello Stato, cioè NOSTRE, attendo una cortese risposta. Ma intanto vi dico: VERGOGNATEVI. Ma tanto…E chiedeteci scusa.
