L’Europa sarà più forte solo se saprà dare più voce ai suoi territori
Articolo di Carlo Borghetti.
Oggi, presso il Senato di Madrid, ho partecipato e sono intervenuto al Comitato Direttivo della CALRE, la Conferenza delle Assemblee Legislative Regionali d’Europa, in rappresentanza del Consiglio regionale della Lombardia.
Abbiamo discusso del futuro della Conferenza e, soprattutto, del futuro dell’Europa. In un momento storico segnato da guerre, tensioni internazionali, instabilità economica e crescita di preoccupanti nazionalismi, l’Unione europea ha bisogno di ritrovare slancio, visione e coraggio.
Significa rafforzare innanzitutto politiche di coesione, di sviluppo e agricole destinando loro risorse adeguate, in quanto politiche essenziali per sostenere di più cittadini, famiglie, imprese e comunità.
Purtroppo l’attuale proposta della Commissione europea per i fondi per i prossimi 7 anni è troppo debole da questo punto di vista, e anche la CALRE, come il Parlamento europeo, chiede alla Commissione un ripensamento.
L’idea di centralizzare le risorse sui governi nazionali va rivista: sono le Regioni e i territori a conoscere meglio i bisogni, a trasformare le politiche europee in opportunità concrete.
Quanto alla difesa comune europea serve una scelta strategica razionale ed efficace ma orientata a mettere risorse solo per soluzioni comuni, rigettando l’idea di finanziare singoli eserciti nazionali.
Il futuro è un’Europa delle Regioni ancora più che un’Europa degli Stati. Un’Europa che valorizzi le autonomie, ascolti i territori e rafforzi la partecipazione democratica. È questa la risposta più solida a chi vorrebbe riportare il continente verso chiusure nazionalistiche e divisioni. Ne va del nostro futuro. E non solo.
