L’Italia è il Paese europeo dove si diventa mamme più tardi
Articolo di Vanity Fair.
Le donne italiane restano le mamme più anziane d’Europa. Nel 2024 l’età media alla nascita del primo figlio ha raggiunto 31,9 anni, il valore più alto nell’Unione europea, a fronte di una media comunitaria di 29,9 anni. Lo dicono gli ultimi dati pubblicati da Eurostat.
Il confronto tra i Paesi mostra differenze significative: si passa dai 26,9 anni della Bulgaria ai 31,9 dell’Italia, con il Lussemburgo subito dietro con 31,6 anni. Un primato, quello italiano, che non rappresenta una novità: già da oltre un decennio il nostro Paese guida la classifica europea dell’età più elevata al primo figlio. Tra il 2013 e il 2024 la media Ue è passata da 28,8 a 29,9 anni, mentre l’Italia è rimasta stabilmente in cima alla graduatoria.
Nel 2024 nell’Unione europea sono nati 3,55 milioni di bambini, il 3,3% in meno rispetto ai 3,67 milioni del 2023. Parallelamente continua a scendere anche il tasso di natalità lordo, cioè il numero di nati vivi ogni mille abitanti: oggi è pari a 7,9, mentre era 10,5 nel 2000, 12,8 nel 1985 e 16,4 nel 1970. In poco più di cinquant’anni il valore si è quindi praticamente dimezzato.
Anche il tasso di fertilità totale rimane molto basso. Nei 24 Paesi dell’Ue analizzati si attesta a 1,34 figli per donna nel 2024, il livello più basso registrato dal 2001. In fondo alla classifica si trova Malta, con 1,01 figli per donna, seguita da Spagna (1,10), Lituania (1,11) e Polonia (1,14). L’Italia, con 1,18, è quintultima, un dato già evidenziato anche dalle rilevazioni dell’Istat. I valori più elevati si registrano invece in Bulgaria (1,72), Francia (1,61) e Slovenia (1,52), quest’ultima l’unico Paese ad aver mostrato un aumento rispetto al 2023. In ogni caso nessuno Stato europeo si avvicina alla soglia di 2,1 figli per donna, considerata necessaria per garantire il ricambio generazionale in assenza di migrazioni.
Il rinvio della maternità è uno degli elementi centrali di questo scenario. Nel 2024, per la prima volta, la fascia 30-35 anni ha registrato il tasso di fertilità più elevato, superando quello delle under 30. In Italia, inoltre, cresce la quota di prime maternità dopo i 40 anni, tra le più alte in Europa.
Anche all’interno del Paese emergono differenze territoriali. Secondo i dati dell’Istat l’età media al parto è più elevata nel Centro (33 anni) e nel Nord (32,7), mentre scende a 32,3 anni nel Mezzogiorno. Il record spetta al Lazio, con 33,3 anni, seguito da Sardegna, Basilicata e Molise. Le madri più giovani si trovano invece in Sicilia, con una media di 31,7 anni, regione che insieme alla Campania registra anche i livelli di fecondità relativamente più alti del Paese. All’estremo opposto resta la Sardegna, con appena 0,91 figli per donna, il valore più basso in Italia.
In un quadro di natalità interna in costante calo, cresce invece il peso delle mamme nate all’estero. Nel 2024, il 24% delle nascite nell’Unione europea è avvenuto da donne di origine straniera. In Italia la quota è pari al 22%, su una popolazione straniera che conta circa 5,4 milioni di persone, pari al 9,2% del totale.
I demografi sottolineano come esista una relazione sempre più evidente tra posticipazione della maternità e riduzione della fecondità: più tardi arriva il primo figlio, più si restringe il tempo disponibile per eventuali altri figli. Le prime stime relative ai mesi iniziali del 2025 indicano infatti un ulteriore calo, con una media di 1,13 figli per donna, mentre le diminuzioni più marcate si registrano nel Centro e nel Mezzogiorno.
Il rinvio della gravidanza ha inoltre implicazioni anche sul piano sanitario: cresce il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, che riguarda quasi una madre su cinque oltre i 40 anni, e aumenta anche la quota di parti cesarei nelle gravidanze ottenute con tecniche di Pma.
