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  • Beatrice Uguccioni

Milano è la città della cooperazione

Articolo di Beatrice Uguccioni.

Milano è da 140 anni città della cooperazione. Oggi il Consiglio comunale lo ha riconosciuto formalmente, approvando all'unanimità la delibera di cui sono prima firmataria sul ruolo storico e strategico del movimento cooperativo nella nostra città.

Un atto di indirizzo politico che arriva in un anno speciale: nel 2026 ricorrono i 140 anni dalla fondazione della Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue, oggi Legacoop, nata proprio a Milano.
La cooperazione ha contribuito a costruire una parte importante dell’identità milanese: nel lavoro, nell’abitare, nei servizi, nella cultura e nell’inclusione delle persone più fragili. Un modello fondato sulla mutualità, sulla partecipazione e sulla responsabilità collettiva, capace di tenere insieme iniziativa economica e coesione sociale.
Una storia riconosciuta anche oltre i confini della città: le Nazioni Unite hanno sottolineato il contributo delle cooperative agli Obiettivi di sviluppo sostenibile e l’UNESCO ha inserito la pratica cooperativa tra i patrimoni culturali immateriali dell’umanità.
La delibera, però, non guarda al passato. Nasce dalla convinzione che quei principi possano ancora aiutarci ad affrontare le trasformazioni economiche e sociali di Milano.
La prima sfida è quella della casa. Il costo dell’abitare rende la città sempre meno accessibile non soltanto alle persone più fragili, ma anche a lavoratori, giovani coppie e famiglie con redditi intermedi, spesso esclusi sia dall’edilizia pubblica sia da un mercato privato troppo oneroso.
Per questo riconosciamo stabilmente la cooperazione di abitanti come uno degli strumenti da valorizzare nelle politiche comunali per l’edilizia residenziale sociale e nei programmi di rigenerazione urbana, attraverso partenariati, agevolazioni e criteri capaci di favorirne lo sviluppo.
La cooperazione può inoltre creare lavoro di qualità, sostenere l’inserimento delle persone svantaggiate, rafforzare i servizi e ricostruire legami di comunità nei quartieri. La delibera invita quindi le società partecipate e le aziende pubbliche locali a riconoscere nelle proprie politiche di acquisto e affidamento il valore sociale delle cooperative impegnate in questi percorsi.
Il testo prevede anche un riconoscimento permanente della tradizione cooperativa nello spazio pubblico e momenti periodici di confronto sull’evoluzione dell’economia sociale e delle politiche comunali collegate.
È significativo che la proposta sia stata sottoscritta da consigliere e consiglieri di maggioranza e opposizione. Un grazie in particolare ai presidenti di commissione Valerio Pedroni e Mauro Orso e alla vicepresidente Natascia Tosoni.
La cooperazione, nelle sue diverse tradizioni – laica, socialista e cattolica – è un patrimonio comune della città.
Non siamo soltanto custodi di una memoria o di un metodo.
Vogliamo rendere nuovamente attuale un modo di fare impresa e costruire comunità che mette al centro le persone e la loro capacità di organizzarsi insieme.

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