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  • Elly Schlein

Più rinnovabili come ha fatto Sanchez

Intervista della Stampa a Elly Schlein.

"In Spagna il prezzo del gas incide sul costo dell'energia solo per il 15% del tempo, in Italia per l'80%. Sanchez ha investito sulle rinnovabili e oggi sono molto meno dipendenti di noi dal gas che sia russo o americano. Dobbiamo assolutamente accelerare sull'energia pulita, possiamo farlo in tempi brevi". A dirlo in un'intervista a La Stampa è la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.

"Ora non si può pensare che la soluzione sia il gas russo. Perché si rafforzerebbe Putin - aggiunge - finanziando la sua invasione criminale dell'Ucraina".
A una domanda se su questo sbagliano anche i 5 Stelle, risponde: "Mi pare che Conte abbia detto che, in ogni caso, prima servirebbe un accordo di pace". Schlein sottolinea: "Sulla pace siamo tutti d'accordo, organizzeremo presto insieme una manifestazione unitaria. E siamo tutti d'accordo sulla necessità di intensificare i negoziati per mettere fine alla guerra in Ucraina. Ci sono valutazioni diverse sul sostegno militare a Kiev e su come arrivare a una pace giusta per gli ucraini. Ma è l'unica questione di politica estera su cui ci sono differenze. Su Gaza e Iran siamo uniti".
Per l'invio di militari a Hormuz: "Ad oggi manca la precondizione essenziale - osserva - cioè un vero accordo di pace, non basta la tregua".
Quanto a Giorgia Meloni "non vedo nessun riposizionamento. È arrivata allo scontro con Trump perché non poteva esimersi dal difendere il Papa - sostiene - ma non lo ha mai fatto di fronte a ripetute violazioni del diritto internazionale. Ci ha messo due settimane a dire che l'attacco all'Iran è illegale. Ora dica chiaramente che Trump e Netanyahu devono fermare questa guerra, che danneggia anche il nostro Paese".
Per quanto riguarda la norma del decreto sicurezza che prevede un incentivo per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, secondo la segretaria del Pd "cozza contro il principio costituzionale del diritto alla difesa". E aggiunge: "è un'altra vergogna".

Ora tocca a noi  - "Meloni ha spaccato l'Italia e ora toccherà a noi ricucirla". Lo afferma Elly Schlein in un colloquio con il quotidiano Domani in cui sostiene che "la destra nazionalista sta portando caos, guerre, muri, odio, recessione economica e inflazione, per anni hanno vinto alimentando le paure delle persone contro i diversi, i migranti, le comunità lgbtqia+, i giornalisti indipendenti, i sindacati, i giudici, ma adesso abbiamo l'opportunità di una svolta storica perché sono loro a fare paura alle persone". Inoltre sottolinea che "l'attesa, la speranza nei nostri confronti sicuramente si è rafforzata con la vittoria del referendum, ma non basta il declino della destra, ora è il nostro tempo per costruire l'alternativa basata su pace, democrazia, giustizia sociale e climatica, e farlo coinvolgendo le donne, i giovani che si stanno mobilitando" aggiungendo che avverte "la responsabilità più forte proprio verso questa grande espressione popolare". Secondo la leader del Pd "oggi per noi c'è l'opportunità di offrire quello che le persone chiedono: pace, intesa anche come tranquillità di poterti curare se ti ammali, di avere un lavoro dignitoso, un salario che non ti faccia fare la fame, dobbiamo osare il cambiamento e non batteremo la destra rincorrendola e copiando la loro agenda, ma costringendola sul nostro terreno". Inoltre evidenzia che la Global Progressive Mobilisation di Barcellona è stata "un'occasione storica, non era facile mettere insieme le sinistre mondiali e salire su quel palco con Pedro Sánchez e Inácio Lula è stata un'emozione, sono dieci anni che lavoro in questa direzione, una giornata come quella è sempre stata il mio sogno, abbiamo sentito le stesse parole e le stesse battaglie in tante lingue diverse, tutti uniti nella stessa visione" e chiarisce che "sostengo il no di Sánchez alla guerra e a qualsiasi supporto agli attacchi militari illegali da parte di Trump e Netanyahu" mentre sulla missione nello stretto di Hormuz frena poiché "al momento non c'è una cornice multilaterale chiara e manca la precondizione necessaria che è un accordo di pace". Commentando il decreto Sicurezza dichiara poi che si tratta di "una cosa vergognosa, ci stanno riprovando sulla giustizia, vogliono costringere gli avvocati a diventare esecutori della volontà del governo, cozza contro il principio costituzionale del diritto alla difesa, articolo 24, più che ascoltare il voto degli italiani, ascoltano le urla di CasaPound e di Vannacci". Sul fronte interno della coalizione assicura che "noi continueremo comunque a cercare il terreno di iniziative unitarie anche in questi mesi, non si parte da zero, la nostra gente non ci chiede schemi tattici, ci chiede unità e coerenza del progetto" proponendo di unire "le forze per un grande piano di investimenti comuni europei, perché Meloni non fa questa battaglia? Oggi la sostiene anche la Confindustria, dobbiamo fare come all'epoca del Covid". E, sull'ipotesi di un governo tecnico è categorica: "lo escludo, nel mio mandato c'è la promessa che avremmo portato il Pd al governo solo vincendo le elezioni con un'alleanza progressista".

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