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  • Carlo Borghetti

Più servizi pubblici per le persone fragili

Articolo di Carlo Borghetti.

Nel dicembre 2022 il Consiglio regionale approvava alla unanimità la legge 27/2022 sulle Unità Spinali per la cura e la riabilitazione delle persone con lesione del midollo spinale.

La proposta, a mia prima firma, faceva seguito a un percorso di ascolto delle associazioni del Coordinamento regionale per le Unità Spinali e al confronto con la Giunta regionale.
Obiettivo: creare un percorso strutturato e integrato ospedale-territorio per la presa in carico delle persone con lesioni midollari, dalla fase acuta alla vita quotidiana del paziente costretto a letto o in carrozzina.
Oggi al Pirellone, a distanza di oltre tre anni, abbiamo fatto il punto sulla attuazione della legge da parte della Regione.
L’occasione è stata data dalla celebrazione della XVII Giornata nazionale della persona con lesione al midollo spinale, e ha visto un’ampia partecipazione di esperti e di rappresentanti delle istituzioni, con una apertura dei lavori da parte mia, dell’assessore Bertolaso e dei curatori del convegno Laura Valsecchi e Angelo Pretini.
Questi i contenuti della legge:
Finalità: le unità spinali prendono in carico il paziente dalla fase acuta fino al lungo periodo, garantendo cura, riabilitazione, supporto psicologico e reinserimento sociale, con l’obiettivo di massimizzare l’autonomia.
Organizzazione: sono collegate a ospedali di alta specializzazione (DEA II livello e centri traumi) e operano con team multidisciplinari (medici specialisti, infermieri, fisioterapisti, psicologi, ecc.).
Presa in carico: il percorso è globale e continuo (ricovero, day hospital, ambulatorio) e si basa su protocolli condivisi e su criteri clinici standardizzati per valutare le lesioni.
Assistenza: copre tutti gli aspetti clinici e funzionali (respiratori, neurologici, urologici, motori, ecc.), oltre a quelli psicologici e sociali, includendo prevenzione delle complicanze e qualità della vita.
Progetto individuale: per ogni paziente viene definito un programma riabilitativo personalizzato, condiviso con il paziente e i caregiver.
Integrazione territoriale: le unità spinali collaborano con servizi territoriali per dimissioni, assistenza domiciliare, ausili e follow-up.
Rete regionale: è prevista la creazione di una rete (RUST) che coordina unità spinali e strutture riabilitative sul territorio.
Strutture previste: la legge stabilisce una dotazione minima di unità spinali in Lombardia (es. Niguarda, Sondalo, Papa Giovanni XXIII), con possibilità di ampliamento.
Strumenti di monitoraggio: istituzione di un registro regionale delle lesioni midollari e di un tavolo di lavoro per valutare il sistema.
Coinvolgimento utenti: promossa la partecipazione di pazienti e familiari nelle attività e nella valutazione dei servizi.
Controllo e finanziamento: la Regione monitora i risultati tramite relazioni periodiche; le risorse provengono dal fondo sanitario regionale, senza nuovi oneri significativi.
In sostanza, la legge crea un sistema strutturato e integrato per la gestione completa delle lesioni midollari, dalla fase acuta alla vita quotidiana del paziente.

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