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  • Elly Schlein

Una rete mondiale per fermare le destre

Intervista di Domani a Elly Schlein.

"Sarà un nuovo tassello per la costruzione di una rete internazionale di forze progressiste e democratiche", in un momento in cui "c'è chi cerca di smantellare l'ordine mondiale delegittimando le sedi multilaterali nel tentativo di far prevalere le armi sulla cooperazione e il dialogo". È questo, spiega Elly Schlein al Domani e altre testate nazionali e internazionali, l'obiettivo del Global Progress Action Summit, al via oggi a Toronto.

La segretaria dem già nel 2025 ha preso parte all'edizione di Londra, mentre domani interverrà al panel "Costruire il potere democratico" prima del padrone di casa, il primo ministro canadese Mark Carney, Barack Obama sarà l'ospite d'onore della prima giornata del Meeting. "Di certo domani (oggi; ndr) lo incontrerò", conferma la segretaria, con alle spalle un passato da volontaria per le sue due campagne presidenziali (nel 2008 e nel 2012): "In quei casi l'ho visto da vicino", senza un dialogo diretto.
"Questa volta faremo un bilaterale". L'attenzione di Schlein, alla vigilia della partenza per il Canada, si appunta tutta sulle parole dette da Carney in occasione del vertice della Comunità politica europea ad Erevan: "L'ordine internazionale sarà ricostruito a partire dall'Europa". Parole "estremamente significative" per Schlein, "soprattutto se a pronunciarle è il primo ministro canadese". E in continuità con quel "salto in avanti nell'integrazione europea" chiesto dal Pd per evitare che l'Ue "sia messa al margine dall'aggressività commerciale e militare che la circonda".
"L'asse atlantico è fondamentale, ma non siamo disponibili a stare in quella relazione a testa bassa facendone pagare gli effetti ai cittadini italiani ed europei, come sta avvenendo con la politica commerciale dei dazi", spiega. Dagli Usa all'Ungheria, alle "destre nazionaliste che alimentano le paure e tagliano i servizi pubblici", Schlein oppone "un ordine mondiale basato su pace e cooperazione". Da qui la centralità della due-giorni canadese: "Sarà l'occasione per ribadire che non siamo i soli a credere a questa visione, ma che esiste una rete solida di progressisti che vuole ricostruire insieme l'ordine internazionale che altri stanno cercando di smantellare".
"Trump è solo il presidente pro tempore degli Stati Uniti. Io penso che i cittadini americani si stiano rendendo conto del disastro che sta portando a livello mondiale, oltre che nelle loro tasche, anche nelle strade delle loro città", osserva Shlein. E sul tentativo di Giorgia Meloni di prendere le distanze da Donald Trump dopo gli attacchi rivolti a papa Leone dice: "Nei fatti non ho visto un cambio di strategia. Se vuole dare un segnale, lo può fare immediatamente uscendo dal Board of peace e togliendo il veto che impedisce all'Unione Europea e ai suoi paesi membri di sospendere l'accordo di cooperazione UE-Israele".
Per l'alternativa a livello nazionale assicura: "Noi ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento si vada al voto. E sulla leadership o faremo un accordo su chi prende un voto in più alle elezioni, oppure faremo delle primarie di coalizione a cui mi sono già detta disponibile". Quanto alla "gamba centrista" che fa fatica a nascere, ammette di "seguirne con attenzione" le dinamiche anche se "non è mestiere della segretaria del Pd indicare una strada per altre forze politiche". Quello che si continuerà a fare sulla scia delle regionali sarà "lavorare sulle convergenze di programma senza porre veti". Intanto, oggi, l'incontro con Barack Obama, in veste di leader del più grande partito di opposizione italiano. Eppure, ribadisce lei, "con lo stesso spirito" di sempre: quello della "militante appassionata pronta, dopo il lavoro di questi anni, a battere le destre in Italia e contribuire alla causa progressista mondiale".

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