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L'Ue ha un ruolo di mediazione in Libia

Written by David Sassoli.

David Sassoli"Non servono le armi: di uomini in armi ce ne sono pure troppi in Libia. Serve la politica. L'Unione europea è in grado di favorire l'inizio di un percorso negoziale nel quadro di un'attività diplomatica. E' l'unica possibilità per evitare un'escalation". Per il presidente dell'Europarlamento David Sassoli, intervistato da 'La Stampa', "l'Ue può giocare un ruolo di mediazione determinante, per consentire ai libici di decidere il loro futuro senza pressioni esterne. Per questo sarebbe molto importante che il viaggio europeo di Haftar si concludesse a Bruxelles". "In queste ore sta emergendo molto chiaramente l'interesse dei governi europei a favorire un'iniziativa Ue", sottolinea Sassoli. "Le parti in causa devono sfruttare questa opportunità. Bisogna riprendere i negoziati e per questo è necessario un confronto con tutti gli attori coinvolti". Nell'incontro a Bruxelles, "ad Al Serraj ho detto che è molto importante che la questione venga affrontata dai libici, senza ingerenze esterne. Serraj vuole difendersi, le sue mosse vanno lette in questo senso. Ma deve essere chiaro a tutti che aggiungere potenze straniere sul terreno libico rischia solo di aumentare la spirale di violenze. Il primo passo necessario è il cessate il fuoco", evidenzia Sassoli.
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Per la formazione dei lavoratori la norma sugli aiuti va ripensata

Written by Patrizia Toia.

Patrizia Toia
Articolo pubblicato dal Sole 24 Ore.

L'Unione Europea si trova oggi a dover affrontare sfide sociali senza precedenti. La crisi dell'ultimo decennio ha provocato effetti rilevanti: dalla disoccupazione giovanile alla creazione di situazioni di disagio e rischio povertà in molte parti d'Europa, fino alle difficoltà di gran parte dei lavoratori over 50, i quali - di fronte ai cambiamenti tecnologici degli ultimi anni - rischiano di essere espulsi dal mondo del lavoro.
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La sfida casa per casa

Written by Stefano Bonaccini.

Stefano Bonaccini
Intervista del Corriere della Sera.

Nel parcheggio dello Sporting club di Panighina, frazione di Bertinoro, dove è appena arrivato per una cena elettorale, Stefano Bonaccini assiste allo scambio di battute tra i due camerieri, e finalmente ride. Ma solo per un attimo. «Non ho molto tempo».
La sua giornata è cominciata alle 8 del mattino, tribuna politica alla Rai di Bologna, per poi proseguire con la visita alle Coop di Forlì, a una azienda dolciaria di San Martino in Strada, un incontro pubblico a Galeata, senza palco o predellino, ad altezza d’uomo, una visita ai poderi Nespoli di Cusercoli e annessa inaugurazione del comitato della Valdibente a lui dedicato, qualche altra tappa che ci siamo scordati, e manca ancora il dibattito pubblico in tarda serata a Forlimpopoli.
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Le regionali non cambieranno il destino del Governo

Written by Dario Franceschini.

Dario Franceschini"Il dato dell'Emilia Romagna è molto importante politicamente, soprattutto per i cittadini dell'Emilia Romagna che vogliono essere governati da una coalizione riformista. Ma non è che il risultato in Emilia Romagna cambierà il destino di questa maggioranza e di questo governo. Si sta enfatizzando rispetto a una questione nazionale una questione che è legata all'Emilia Romagna e alla Calabria". Lo ha detto Dario Franceschini, ministro della Cultura e capodelegazione del Pd al Governo, intervistato da Giovanni Floris a “Di Martedì” (video dell'intervista).
"Non è vero che si rimanda tutto. - ha affermato Franceschni - Mi fa molto ridere questo copione" nel quale si descrive una maggioranza e un Governo che "rimanda tutto".