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Santanchè ha mentito al Parlamento, deve lasciare

Scritto da Chiara Braga.

"Una tesi di laurea copiata, una vacanza nel bel mezzo di un'alluvione, l'assunzione di una colf in nero, un comportamento aggressivo nei confronti dei collaboratori: ecco un elenco sommario delle ragioni che hanno spinto ministri di governi europei a rassegnare le proprie dimissioni. Parliamo di democrazie avanzate. Ovunque, chi commette leggerezze, lascia. Ovunque tranne qui". Comincia così, nell'Aula della Camera, l'intervento della presidente del gruppo Pd Chiara Braga in cui annuncia il voto dei Dem a favore della mozione di sfiducia contro la ministra Daniela Santanchè.
"Qui in Italia - rammenta la deputata - nel luglio scorso la ministra davanti al Senato tentò di dimostrare di essere vittima di una persecuzione politica, di una campagna stampa e di un uso distorto e manipolato della magistratura", "negando un coinvolgimento personale, attribuendo errori a soci e terze persone, banalizzando l'accaduto e soprattutto descrivendosi come vittima di un'assurda macchinazione".
"Dopo 8 mesi - aggiunge - quelle accuse sono ancora tutte lì e dove la magistratura ha già indagato, le accuse si sono fatte più circostanziali e precise come sull'utilizzo della cassa Covid, il mancato pagamento del TFR ai lavoratori e alle lavoratrici, i contenziosi con il fisco". Ma "noi oggi non siamo qui a giudicare una persona che potrebbe essere rinviata a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato. Noi siamo qui per impedire che le istituzioni siano coinvolte in un processo che vede un ministro accusato di aver sottratto denaro pubblico in una fase difficile per il paese". "Cosa può esserci di più grave, di più deprecabile da parte di una donna che ricopre un incarico pubblico? E oggi negare questa evidenza - osserva - significa non guardare in faccia la realtà". La deputata Dem critica anche l'atteggiamento di Giorgia Meloni, "una Presidente del Consiglio costretta a schivare il coinvolgimento di più di un componente del suo governo in questioni giudiziarie - si va dal furto di un quadro all'uso politico di informazioni riservate o all'uso spavaldo di un'arma a una festa di capodanno - una Presidente del Consiglio che non coglie che qui non stiamo affrontando una questione giudiziaria ma una questione politica e morale".
"Quando una ministra mente in maniera spudorata al Parlamento e al Paese, ed è motivatamente accusata di truffa aggravata ai danni dello Stato, non è più solo una questione di opportunità: è urgente e necessario che lasci il suo incarico", afferma Braga che poi conclude: "Santanchè non si è attenuta né alla disciplina, né all'onore prescritti dalla nostra Costituzione. Per questo voteremo a favore della mozione che ne chiede le dimissioni".

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