Stampa

La legge sulle intercettazioni tutela i diritti dei cittadini e della Giustizia

Scritto da Franco Mirabelli.

Franco Mirabelli
Intervento in Senato in dichiarazione di voto sul decreto intercettazioni (video).
Il provvedimento in esame è per noi importante e necessario ed è stato apprezzato da tutti i soggetti durante le audizioni in Commissione Giustizia.
Il decreto sulle intercettazioni, infatti, è stato ritenuto un provvedimento migliorativo da quasi tutti i soggetti auditi in Commissione, i quali ci hanno posto questioni, ma lo hanno tutti giudicato migliorativo rispetto alla normativa esistente.
È un provvedimento che abbiamo modificato raccogliendo una parte importante dei suggerimenti proposti durante le audizioni. Ad esempio, le Procure ci hanno chiesto due mesi per adeguare gli strumenti all'organizzazione degli archivi.
Questo lavoro è frutto di un confronto positivo in maggioranza, che ha prodotto una sintesi positiva, a dimostrazione che la maggioranza, quando discute del merito, trova una sintesi e la trova positiva.
Si tratta di un provvedimento che serviva e serve per regolare l'utilizzo delle intercettazioni e dei captatori.
Con questa legge si creano le condizioni per impedire che intercettazioni che non hanno nulla a che vedere con le indagini diventino pubbliche - in questi anni purtroppo è successo spesso - con una violazione della privacy delle persone e delle loro famiglie.
È un malcostume che già l'ex ministro Orlando aveva cominciato ad affrontare ed oggi, con questo decreto-legge, creiamo le condizioni di sistema per combatterlo.
Decidiamo di dare ai Pubblici Ministeri, non più alla polizia, la responsabilità di distinguere le intercettazioni funzionali all'indagine per cui sono state autorizzate, quindi iscritte nel fascicolo, da quelle non rilevanti, che vanno inserite in un archivio presso le Procure che deve restare segreto.
La discussione di questi giorni ci ha consentito sia di sancire e rafforzare la segretezza delle intercettazioni non rilevanti, sia di consentire in questo contesto la possibilità per gli avvocati di accedervi, garantendo la possibilità di richiedere di inserire nel fascicolo altri materiali, quindi garantendo il pieno diritto alla difesa.
Evitare quindi la pubblicazione di intercettazioni diverse da quelle che servono alle indagini è un primo obiettivo raggiunto con la legge che oggi approveremo.
L'altro obiettivo era quello di garantire un equilibrio tra diritti dei cittadini ed esigenze di chi indaga nella disciplina che regola l'uso delle intercettazioni e delle captazioni.
Non cambiano con questo provvedimento i reati per i quali possono essere autorizzate le intercettazioni e l'uso dei trojan.
Il tema che è stato più volte agitato nel dibattito in Commissione Giustizia e in Aula riguarda l'uso di intercettazioni che possono prefigurare reati diversi da quello per cui sono state autorizzate.
È giusta l'attenzione ad evitare le cosiddette intercettazioni a strascico; meno comprensibile l'idea che, nel momento in cui un'intercettazione autorizzata prefiguri l'esistenza di un reato diverso, si possa far finta di niente.
Credo che il punto di equilibrio trovato sulle intercettazioni sia giusto.
Per essere utilizzati per reati diversi, le intercettazioni devono costituire elemento rilevante e indispensabile per un procedimento, e riguardare reati già intercettabili che prevedono pene dai cinque anni in su.
Reati gravi, quindi, di fronte ai quali non si potrebbe - e non si dovrebbe, dico - far finta di niente.
Questa regola, non può, non deve e non è estesa all'uso dello strumento più invasivo del trojan che resta - credo giustamente - autorizzabile solo per reati gravi di mafia, terrorismo e contro la pubblica amministrazione.
So bene - l'ho sentito in questo dibattito - che l'idea di utilizzare gli stessi strumenti di indagine e contrasto che si usano contro le mafie anche contro la corruzione non è condivisa da tutti.
Lo capisco e capisco questo rilievo da Forza Italia, che è sempre stata coerente nel cercare di spiegare che bisognava tenere separata separate le due questioni.
Capisco meno la Lega, che ha votato il "Decreto Spazza-corrotti", dove questo principio è sancito ed è sancito il fatto che gli strumenti per la lotta alla mafia sono estesi anche alla lotta ai reati contro la Pubblica Amministrazione e contro la corruzione.
Quella che votiamo oggi è una legge chiara, che delimita il campo dell'uso delle intercettazioni e ne definisce limiti e criteri, valorizzando di più - aggiungo - il ruolo della difesa, rendendola più protagonista in momenti delicati come quello dell'esecuzione della misura cautelare e quello del giudizio immediato.
Lo dico con grande sincerità: il PD ha contribuito a migliorare il testo sul piano delle garanzie della difesa e della segretezza.
Chi ha raccontato in questi giorni della subalternità del Partito Democratico al giustizialismo, si sbaglia: si legga questo provvedimento e si legga gli emendamenti che sono stati approvati.
Ieri qualcuno ha cercato, per pura volontà propagandistica, di utilizzare il tema del contrasto ai reati pedopornografici cercando di creare un'assurda divisione in quest'Aula tra chi vorrebbe e chi non vorrebbe combatterli.
Non è così e lo sappiamo bene tutti.
Già oggi tutti gli strumenti di captazione e intercettazione possono essere e sono stati usati per perseguire chi produce e diffonde pedopornografia.
Sequestro e perquisizioni sono consentiti anche per il reato di detenzione di materiale pedopornografico; non c'è intercettazione perché il massimo della pena per quel reato è di tre anni.
Questa è la verità.
Se si vuole lavorare per migliorare la legge e il contrasto alla pedopornografia, bene, noi ci siamo, ma basta strumentalizzare queste vicende, queste tragedie.
I bambini vittime vanno rispettati! Non vanno usate le loro sofferenze.
E' stato già fatto su Bibbiano e non ha portato bene a chi ha voluto strumentalizzare politicamente quella inchiesta.
Il Gruppo PD, quindi, voterà convintamente il provvedimento in esame, che introduce regole e norme che garantiscano e tutelano prima di tutto i cittadini, ma anche la ricerca della verità.

Per seguire l'attività del senatore Franco Mirabelli: sito web - pagina facebook