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Dialogo franco con gli Usa per affrontare la crisi

Scritto da Marina Sereni.

Marina Sereni"Nessun ruolo è possibile per l'Europa se non parla con una sola voce, cosa che sta avvenendo nel caso dell'Iran su cui abbiamo una posizione unitaria". Lo ha dichiarato a Unomattina la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni che ha aggiunto: "Condividiamo l'appello rivolto da Francia, Germania e Gran Bretagna a Teheran affinché torni indietro dall'idea dell'abbandono totale dell'accordo sul nucleare, che sarebbe un fatto gravissimo e negativo". "Allo stesso modo - ha proseguito Sereni - dobbiamo chiedere agli Stati Uniti di ripensare alla loro strategia sul nucleare nei confronti dell'Iran. In questo contesto, l'Unione europea, che non può essere solo la somma di 27 Paesi, deve affrontare questo tema in un dialogo franco ed esplicito con Washington. L'Occidente non ha nulla da guadagnare da una divaricazione tra Stati Uniti ed Europa, soprattutto di fronte al protagonismo nuovo di alcune potenze come la Russia, la Turchia e la Cina che stanno giocando una partita e una strategia molto chiara di sfida all'Occidente".
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Fermare subito la spirale di violenza

Scritto da Piero Fassino.

Piero Fassino
"Fermare la spirale di conflitti e violenze che attanaglia Mediterraneo e Medio Oriente. In queste ore è la assoluta priorità a cui devono dedicare tutte le loro energie le Nazioni Unite, l'Unione Europea e ogni governo che voglia bloccare la drammatica corsa a nuove sofferenze e tragedie". Lo ha dichiarato l’on. Piero Fassino della Direzione PD e Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. "Gli eventi drammatici delle ultime settimane in Iraq, fino al raid aereo americano di questa notte - sottolinea Fassino - rischiano infatti di aprire un nuovo fronte di conflitti e violenze in una regione - dal Golfo Persico a Gibilterra - già pesantemente colpita dalle guerre in Yemen, Siria, Libia e dalla instabilità che affligge molti altri paesi".

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Libia: Serve il dialogo non schierare militari

Scritto da Marina Sereni.

Marina SereniL'Italia auspica che "non ci siano azioni immediate della Turchia" in Libia, in questo senso può essere molto importante l'incontro dell'8 gennaio tra il presidente Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin. Lo ha detto la viceministro degli Esteri Marina Sereni all'ANSA, sulla possibilità che Ankara invii truppe in Libia per proteggere Tripoli dall'offensiva di Haftar. La posizione italiana resta ancorata alla soluzione politica della crisi, quindi "bisogna fare il contrario" di alimentare l'escalation militare. "Comprendiamo le preoccupazioni di Tripoli di fronte all'offensiva di Haftar ma ogni ulteriore iniziativa militare va evitata", ha aggiunto. Per questo l'Ue e l'Italia, con il ministro Di Maio, sta lavorando per una missione diplomatica in Libia "a breve". L'obiettivo è arrivare a un "cessate il fuoco", convincendo alcuni attori che lo hanno chiesto a parole "ma non hanno agito di conseguenza".