Economia sostenibile, la Ue farà la differenza
Caro direttore,di fronte al risorgere dei più miopi egoismi nazionali, sono le sfide ambientali, le crisi umanitarie e le incertezze geopolitiche e commerciali a invocare una forte presenza dell’Unione Europea. Non a caso, con le mobilitazioni di piazza degli ultimi mesi e anche attraverso il voto di maggio per il Parlamento europeo i cittadini hanno espresso chiaramente la volontà che siano le istituzioni europee a indicare il cammino per contenere il riscaldamento del nostro pianeta e fare fronte alle altre sfide globali. Del resto, se non l’Europa, quale altro attore globale può oggi svolgere questo ruolo?
Auguri per un Buon Natale
Associazione Democratici per Milano Augura a tutti un Buon Natale.


Sharing mobility per oltre un milione di italiani
Il 7 maggio 2019 si apprende che In Italia è sempre più sostenuta la transizione dalla proprietà all'uso dei veicoli. "Oggi la flotta della smart mobility, in noleggio o in sharing sulle strade italiane, ha superato quota 1 milione: ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 900.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 130.000 quelli del noleggio a breve termine e 33.000 il car sharing. Tuttavia l'incertezza economica e le frizioni politiche, sommate alle antiquate normative in tema di mobilità e ad alcuni inefficaci recenti interventi (su tutti la normativa bonus-malus ed il prolungamento della penalizzazione fiscale per l'auto aziendale), stanno di fatto rallentando il trend, che presenta ricadute virtuose in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza, oltre a costituire un volano per lo sviluppo economico e turistico del nostro Paese. Il noleggio si conferma cartina di tornasole del quadro economico e del livello di fiducia del Paese, nonché pilastro del settore automotive (1 auto immatricolata su 4 è a noleggio) che costituisce l'11,1% del PIL e il 16,6% del gettito fiscale". La fede mi guida
aro direttore, sono un uomo fortunato perché la fede è per me qualcosa di irrinunciabile. È un dono fondamentale che apprezzo ancor di più adesso, dopo i sessant’anni, con tanta vita alle spalle. Ho avuto momenti di stanchezza, ho vissuto dubbi e contraddizioni ma non ho mai smesso di ricercare il Signore. Tra tante vicende della vita sento di non potere fare a meno del confronto con il Mistero e, in definitiva, con me stesso.
Ed è proprio da questa esperienza che conosco i miei limiti. Non mi sono mai sentito così profondo da potermi nutrire solo di fede, di farmi “bastare” l’intima relazione con Dio.


