L'Europa è casa tua
Rappresenterò di nuovo il nostro Paese nel Parlamento europeo, con la vostra fiducia e i vostri voti, che sono stati più di 79mila. È una riconferma che mi rende molto orgogliosa, e per cui ringrazio ciascuno di voi. Come ringrazio tutti i cittadini e le cittadine che hanno sostenuto il Partito Democratico in questa impegnativa tornata elettorale europea.Nella preferenza che mi avete accordato sento forte il riconoscimento per il lavoro costante di questi anni: il lavoro politico e il lavoro parlamentare, il lavoro sul territorio a servizio degli interessi della nostra circoscrizione, il lavoro a Bruxelles e Strasburgo che ha portato a risultati importanti per l'Italia e per l'Europa, dall'abolizione del roaming al sostegno alle PMI.
L'analisi del voto alle elezioni europee
Il voto di ieri, ha sentenziato che il tanto ipotizzato e paventato terremoto elettorale nel nuovo Parlamento europeo, non vi è stato.I nuovi equilibri a Strasburgo, dicono che le famiglie politiche popolari, socialdemocratiche, liberali e verdi, sono ancora netta maggioranza ed i partiti sovranisti e nazionalisti, nonostante gli ottimi risultati in Italia, Francia e nei Paesi di Visigrad, sono netta minoranza e quindi politicamente marginali.
Certo, il voto di ieri è l’ultima chiama per accelerare nella costruzione di un’Unione Europe più politicamente Comunitaria, Solidale e quindi Federale.
Le città votano PD, la provincia la Lega
Nella provincia di Bergamo, vecchio feudo leghista, l’exploit di Salvini alle Europee ha sfiorato il plebiscito: il 51,1% dei consensi, sopra di 30 punti percentuali rispetto al 19,8% del Partito democratico. Un dato quasi moderato rispetto ai picchi di oltre il 65% raggiunti nei microcomuni che popolano il territorio, passato con disinvoltura dalla Lega nordista delle origini a quella nazionale dell’era Salvini. Spostandosi in città, «alta o bassa» che sia, lo scenario cambia. Il Pd si mantiene primo partito, con il 32,64%, tallonato (ma non superato) dalla Lega al 32,4%.
Come ha votato chi vive all'estero
C’è un’Italia che al voto europeo ha attribuito un inequivocabile successo alla Lega del vicepremier Matteo Salvini, con oltre il 34% delle preferenze, il Pd secondo partito staccato di circa 12 punti, il Movimento 5 Stelle sotto il 20%, i Verdi incapaci di raggiungere la soglia di sbarramento. E poi c’è l’Italia degli italiani residenti all’estero, numericamente molto inferiore rispetto alla prima, ma il cui orientamento politico è decisamente diverso. I dati del Viminale definitivi vedono il Pd di gran lunga primo partito, al 32,44%, mentre la Lega è al 18%.


