Festa di chi crede nella democrazia e nella libertà
Festa della Liberazione, Milano - città Medaglia d'oro della Resistenza - festeggia il 74esimo anniversario del 25 Aprile 1945 con un programma che inizia al mattino, con la deposizione delle corone davanti a monumenti e targhe celebrative - e si chiude con il corteo e la cerimonia in piazza Duomo. Una festa che arriva il giorno dopo lo sfregio a Milano degli ultrà laziali che hanno srotolato uno striscione inneggiante a Mussolini in corso Buenos Aires. Ed è il sindaco Beppe Sala a collegare le due cose: "Il 25 Aprile quest'anno è una festa più importante che mai - ha spiegato il sindaco -. In questi giorni stiamo vedendo manifestazioni che vanno oltre il limite, come quella di ieri vicino a piazzale Loreto. Per questo dico che quest'anno è ancora più importante". Il ministro dell'Interno non si può permettere la foto con il mitra
Un tempo c’era Umberto Bossi che avvisava i magistrati intenzionati a indagare sulla Lega: sappiano che le loro vite valgono 300 lire, o 1.500 lire (a seconda delle versioni), in ogni caso «quanto una pallottola».
Il senatur parlò poi di «fucili pronti» per la ribellione contro «Roma ladrona» a più riprese: nel 1998, nel 2007, nel 2008. Oggi Matteo Salvini si affaccia sui social con un mitragliatore tra le mani e l’espressione compiaciuta. Il senso del messaggio, a ben vedere, è lo stesso: chi fa «di tutto per gettare fango sulla Lega» sappia che «noi siamo armati e dotati di elmetto».
Salvini banalizza il 25 aprile per propaganda
La polemica sul 25 Aprile e il viaggio a Corleone per partecipare a un raduno antimafia, anziché a una delle manifestazioni che celebrano la festa della Liberazione "è solo una tattica, propaganda spiccia. Come la foto con il mitra in mano, Salvini ha capito quale è il modo migliore, ogni giorno, per stare al centro dell'informazione e far parlare sempre di sé". Lo ha detto il deputato del Pd Emanuele Fiano commentando, in una dichiarazione all'Adnkronos, il disimpegno del leader e dei ministri leghisti dalle celebrazioni indette per il 25 Aprile. "Parlatene bene o male, basta che se ne parli. Salvini resta al centro dell'attenzione e non gli importa nulla se con il suo atteggiamento, spiani la strada a chi la storia dell'antifascismo e della Resistenza non vede l'ora di cambiarla.
Grillini complici e vittime della Lega
Nel corridoio del segretario sono rimaste le foto di Piazza della Signoria colorata dalle bandiere del Pd e una gigantografia di Matteo Renzi. Si può dire quindi che Nicola Zingaretti non ha paura di essere risucchiato dal passato. Anzi, pensa di aver già voltato pagina. «La lista unitaria è un’idea su cui non avrebbe scommesso nessuno. Invece è realtà. Siamo usciti dall’eterna contemplazione del presente e guardiamo avanti». I sondaggi dicono che il Partito democratico cresce, ma le forze di governo sono stabili oltre il 60 per cento, impongono l’agenda e giocano sul web a fare cane e gatto, maggioranza e opposizione. Come nel caso del sottosegretario Armando Siri coinvolto in un’inchiesta con presunti mafiosi.


